Servizi per l’impiego: il Sud in affanno

Se si analizzano dati, numeri e problematiche riguardanti i servizi per il lavoro, l'Italia si spacca e si ripropone ancora una volta la classica divisione Nord-Sud.

Se si analizzano dati, numeri e problematiche riguardanti i servizi per il lavoro, l'Italia si spacca e si ripropone ancora una volta la classica divisione Nord-Sud. E' nel Mezzogiorno che si concentra la metà dei 9,7 milioni di utenti dei 532 Centri per l' impiego (a fronte di una popolazione del 34,3%), oltre che la quota più alta di utenza che ricade nel bilancio dei disoccupati di lunga durata (arrivando a sfiorare l' 80%). Sud e Isole hanno anche il più basso livello medio di istruzione degli operatori dei Cpi: i laureati sono solo il 18,2% mentre il personale con la licenza media il 18,7% (la media è del 15,6%). Ad evidenziarlo,  nel Rapporto annuale di monitoraggio sui servizi per il lavoro del 2015, realizzato per il  Ministero del Lavoro, è l’Isfol nel primo appuntamento di una serie di uscite pubbliche che l’Istituto ha programmato sull'argomento, considerando l'importanza del tema anche in relazione alla recente nascita dell'Agenzia nazionale per le politiche attive (Anpal).

Nel rapporto si sottolinea come nei CPI italiani lavorano 8.798 addetti e quasi la metà ricade nelle Regioni del Mezzogiorno (48,3%, pari a 4.253 unità). La sola Sicilia ha 1.600 operatori, circa 700 Lombardia e Campania, 600 Lazio e Puglia. L' 88% del personale è a tempo indeterminato ma i contratti non standard sono il 49,4% nel Molise, quasi il 30% in Toscana, Sardegna e Umbria, oltre il 20% in Friuli Venezia Giulia, Abruzzo e Puglia. Tra gli addetti con contratto di collaborazione e a tempo determinato la quota di laureati è maggiore - è, rispettivamente, il 77,3% e il 70,4% - del personale con contratto a tempo indeterminato (21%). Degli 800 soggetti accreditati censiti dall' Isfol gli Enti di formazione rappresentano la maggioranza (39,9%), le Agenzie per il Lavoro (14,4%), altri operatori(terzo settore, Fondazione dei Consulenti del Lavoro, Camere di commercio e ad altri soggetti l' 11,6%), o il segmento pubblico (Cpi e Centri di orientamento sono il 16,9%).