UNA NUOVA GARANZIA PER LE COMPETENZE “SKILLS GUARANTEE”

Domanda-offerta nell'Ue e la soluzione "Skills Guarantee"

Mismatch domanda-offerta nell’ Ue

Le scarse conoscenze e competenze sono una delle principali cause della difficoltà delle imprese nel trovare e allocare i lavoratori, dando luogo al fenomeno del “mismatch”, il mancato incontro tra domanda ed offerta rilevato in UE con una percentuale significativa, che arriva a superare il 20% dei posti mancanti per problemi di competenze inadeguate presenti sul mercato. Si stima che almeno 70 milioni di cittadini europei siano in possesso di bassi titoli di studio, abbiano scarse competenze di lettura ed interpretazione di un testo, difficoltà in matematica, nessuna o scarse competenze digitali. In base ad un’indagine effettuata dall’OCSE su 22 Paesi UE l’Italia è al terzo posto per quantità di lavoratori con competenze inferiori rispetto alla mansione ricoperta e al settimo posto rispetto ai lavoratori con competenze superiori al ruolo ricoperto. Questi “deficit” fanno sì che tali cittadini abbiano minori possibilità di trovare lavoro e, in ogni caso, il loro reddito rischia di abbassarsi.

La soluzione Europea: La “Skills Guarantee”

Nel giugno del 2016 la Commissione Europea ha presentato una proposta di raccomandazione chiamata “Garanzia competenze - Skills Guarantee adottata dal Consiglio lo scorso 19 dicembre.Tale intervento affiancherà quello per l’occupabilità di Garanzia giovani, sostenendol’adeguamento delle competenze dei giovani e dei disoccupati. Tre gli obiettivi della Skills Guarantee: 1) migliorare la preparazione delle persone con competenze insufficienti; 2) rendere le competenze visibili e confrontabili anche quando ci si sposta da un Paese all'altro; 3) rendere le competenze professionalmente spendibili. Il target di riferimento sono i lavoratori scarsamente qualificati, occupati, disoccupati o inattivi, compresi i migranti per i quali diventa indispensabile la rilevazione, valutazione e certificazione delle competenze possedute ai fini dei processi di integrazione. Non è previsto nessun finanziamento supplementare dell'UE in quanto si tratta di reindirizzare per queste finalità una buona parte di quelle risorse che il Fondo sociale europeo destina ai governi ed in Italia alle regioni per promuovere le competenze, la formazione e l’occupabilità. Sono già infatti disponibili 27 miliardi di euro a valere sul FSE investiti in materia di istruzione, formazione e apprendimento permanente dal 2014 al 2020, 21 miliardi di euro destinati all'inclusione sociale e 30 miliardi di euro per l'occupazione sostenibile e di alta qualità. La definizione di un piano relativo alla “Skills Guarantee” è particolarmente importante per l’Italia; i dati illustrano infatti come l’Italia sia indietro rispetto alla media europea con una quota di insufficienze pari a 28 punti percentuale rispetto alle competenze in materia letteraria (20% UE), 32 punti percentuale rispetto al calcolo funzionale (24% UE) e ben 57 punti percentuale nel campo delle competenze digitali di base (41% UE). L’Italia dovrà fare particolare attenzione al reale fabbisogno professionale dei sistemi produttivi locali, al fine di evitare che i fondi vengano utilizzati per il finanziamento di attività formative poco o niente spendibili in termini di reale accrescimento delle competenze, sviluppo professionale e di carriera e cittadinanza attiva.