RAFFORZAMENTO DEI SERVIZI PER L’IMPIEGO E RILANCIO DELLE POLITICHE ATTIVE SECONDO L’ACCORDO QUADRO 2017.

Approvato accordo quadro per le politiche attive 2017.

L’intesa da parte dello Stato e delle Regioni sul rinnovo dell’Accordo quadro per le politiche attive 2017 risponde alla necessità di garantire i servizi per il lavoro e di rilanciare le politiche attive a livello nazionale, nel riconoscimento reciproco del ruolo strategico delle amministrazioni centrali e delle amministrazioni regionali nell'ambito della competenza concorrente, così come riaffermata in esito al Referendum costituzionale del 4 dicembre u.s..

L’Accordo raggiunto garantisce le risorse finanziare per la continuità di funzionamento dei Centri per l’Impiego. Si conferma quindi un impegno comune: attuare i livelli essenziali delle prestazioni dei Centri per l'Impiego, definiti dalla riforma, attraverso interventi in sinergia tra le istituzioni.

La prima questione in questo senso riguarda il personale dipendente: i 2/3 del fabbisogno finanziario sono a carico dello Stato e il rimanente terzo è a carico delle Regioni, confermando la ripartizione già in atto per gli anni 2015 e 2016 basata sul numero effettivo di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato dell’annualità 2015 impiegati nell’erogazione di servizi per l’impiego e di politiche attive. Resta da affrontare quindi il tema del personale a tempo determinato, che costituisce almeno il 20% del personale in carico presso i Centri per l'Impiego. In questo senso interviene il “decreto mille proroghe” che, per quanto riguarda i dipendenti dei Centri per l'Impiego, proroga al 31 dicembre 2017 la possibilità, per le province e le città metropolitane, di stipulare contratti a tempo determinato per consentire la continuità dei servizi erogati dai Centri nella fase di transizione verso il completamento del processo di riordino delle funzioni connesse alle politiche attive del lavoro. I Centri per l'Impiego sono inoltre interessati dalla norma di carattere generale, contenuta nel decreto, che prevede la possibilità, per le pubbliche amministrazioni, di stipulare contratti di collaborazione anche per il 2017.

Aspetto molto rilevante, soprattutto in seguito all'esito referendario, è la previsione di un piano congiunto di rafforzamento dei servizi per l’impiego e delle politiche attive, mediante l’utilizzo coordinato delle risorse finanziarie dei piani operativi nazionali e regionali nel rispetto delle attuali allocazioni delle risorse e nel rispetto dei Regolamenti dell’Unione europea in materia di fondi strutturali. La proposta del Governo per un piano di rafforzamento, oggetto di condivisione con le Regioni proprio in questi giorni, prevede, tra le altre misure, l’assegnazione ai CPI di 1.000 unità aggiuntive di personale appositamente formato e di 600 ulteriori unità di personale che avrà il compito di favorire il collocamento al lavoro delle persone più deboli. I costi relativi, pari a 60 milioni, saranno coperti per metà con risorse del Piano Nazionale per l'Occupazione e per metà con risorse del Programma Nazionale Inclusione.