Alternanza scuola lavoro/1: il monitoraggio sul primo anno di attuazione

La Fondazione Di Vittorio della Cgil ha svolto una approfondita analisi dell’andamento del sistema di alternanza scuola lavoro che evidenzia alcune criticità del sistema, su cui intervenire.

Nel primo anno di avvio del programma ASL,  l’alternanza scuola lavoro obbligatoria,  si è messo infatti in moto un ampio processo in cui le azioni di raccordo tra le istituzioni scolastiche e il mondo del lavoro hanno incontrato alcune difficoltà. Le scelte contenute nella Legge 107 di attuare l'obbligo all'alternanza senza un piano operativo graduale e senza tener conto delle specificità territoriali e delle storie di ciascuna istituzione scolastica, secondo questa indagine, hanno fortemente accentuato le difficoltà incontrate dalle scuole a realizzare esperienze di qualità. Fanno eccezione le realtà dove l'alternanza scuola lavoro è da tempo un'esperienza consolidata nelle quali sono diffuse competenze specifiche degli operatori e si sono realizzate partnership stabili tra scuole e strutture ospitanti. Vediamo la situazione punto per punto, seguendo i risultati del monitoraggio realizzato.

L'impegno delle scuole e degli insegnanti. Le scuole hanno adempiuto all'obbligo di assicurare a tutti gli studenti delle classi terze i percorsi ASL: solo il 2% degli studenti risulta non inserito. La tipologia dei percorsi attuati risponde a criteri corretti di progettazione: quasi il 90% delle scuole ha progettato i percorsi ASL all'interno del Piano Triennale dell'Offerta Formativa e circa il 70% dei ragazzi inseriti in percorsi ASL ha partecipato ad attività propedeutiche e ha realizzato un'esperienza di lavoro.

Il rischio di esperienze dequalificate. Dai dati emerge che un consistente numero di esperienze sono da considerare a rischio. Un ragazzo su 4 è fuori da percorsi di qualità: il 10% dei ragazzi ha partecipato solo ad attività propedeutiche e il 14% ha partecipato solo ad esperienze di lavoro. Altrettanto preoccupante è l’80% delle esperienze di lavoro realizzate almeno in parte nel periodo estivo, quando le attività didattiche sono sospese.

Occasionalità dei percorsi ASL. L'indagine, inoltre, evidenzia che l'80% delle scuole hanno progettato i percorsi ASL a partire da offerte di soggetti privati, nate in modo occasionale. La quota ridotta di progetti ASL basati su un consolidato rapporto tra scuola, territorio e mondo del lavoro (accordi di rete territoriali, accordi di settore legati a filiere produttive, forme di collaborazione stabili,...) rivela rischi di insufficiente qualità delle esperienze cui gli studenti stanno partecipando, sia pur in presenza di progetti formalmente corretti. Peraltro, anche nel caso in cui la progettazione dei percorsi ASL avviene all’interno di accordi, nella maggior parte dei casi prevale l’occasionalità e non la pluriennalità della progettazione.

Micro imprese e piccole imprese: il tessuto dei percorsi ASL. Il 90% dei percorsi ASL si realizzano in piccole o micro imprese: Il 50% delle aziende sono micro imprese (fino a 9 dipendenti) e un altro 40% sono piccole imprese (con meno di 50 dipendenti). Si tratta di tessuto che non sempre aiuta al controllo della capacità formativa delle imprese e che, in un quadro diffuso di occasionalità in cui si realizzano i percorsi ASL, li rende più deboli e di minore qualità.  Alla luce di questi dati, risulta ancora più grave la mancata attivazione in tempi utili del registro nazionale delle imprese dal quale le scuole sono obbligate a individuare il soggetto ospitante. Ad oggi risultano iscritte al neonato registro circa 400 imprese.

Limitata garanzia sulla capacità formativa delle strutture ospitanti. La normativa vigente non ha definito criteri e procedure di accreditamento della capacità formativa delle strutture ospitanti, limitandosi ad alcuni requisiti generali e riducendo le competenze richieste ai tutor aziendali esclusivamente all'affiancamento formativo. La debolezza formativa delle strutture ospitanti viene in parte compensata dalle scuole che garantiscono livelli minimi di progettazione come la definizione delle competenze acquisite al termine dell’esperienza di ASL e delle attività specifiche svolte nella struttura ospitante, anche se la personalizzazione dei percorsi sconta la difficoltà di un insufficiente accertamento delle abilità in ingresso degli studenti.

La polarizzazione pubblico/privato In questo quadro le scuole si orientano alle sottoscrizione delle convenzioni con le strutture ospitanti sulla base delle proprie vocazioni curricolari: gli istituti tecnici nel 98% dei casi con imprese e i licei nel 91% dei casi con enti pubblici. E’ una evidente semplificazione e riduzione delle opportunità. 

Modello organizzativo ancora poco collegiale. Le scuole hanno iniziato ad adeguare la propria struttura organizzativa per far fronte “all’emergenza ASL obbligatoria”: nella maggior parte dei casi (86%) si sono dotate di un gruppo dedicato ai percorsi ASL e nella maggioranza dei casi (60%) è presente un docente funzione strumentale per l’alternanza.