L'esplosione dei voucher di lavoro accessorio

Per le prestazioni occasionali ed il lavoro accessorio sono stati questi i mesi del vero e proprio boom , anche al di là degli effetti delle possibili forme di utilizzo irregolare oltre i limiti definiti per legge ( peraltro in questi mesi oggetto di controllo ispettivo).

Nel  periodo gennaio-agosto 2016 sono stati venduti 96,6 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto ai primi otto mesi del 2015, pari al 35,9%. Nei primi otto mesi del 2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 71,3%. Lo strumento quindi continua a crescere, ma in modo più controllato anche per via dei maggiori controlli.

Per lavoro accessorio si intende la  prestazione lavorativa di “natura” accessoria e occasionale, attualmente definita da un limite economico sul compenso del lavoratore, che nell’anno solare non può superare un determinato tetto, e dalla forma di corresponsione dello stesso, tramite il sistema del voucher.

La  modalità di distribuzione del lavoro accessorio avviene quindi attraverso i voucher cartacei distribuiti presso le Sedi INPS, che possono essere ritirati dal committente, su tutto il territorio nazionale, esibendo la ricevuta di avvenuto pagamento dell’importo. La modalità di distribuzione dei voucher tramite procedura telematica è accessibile dal sito istituzionale www.inps.it. L’acquisto dei voucher presso i rivenditori di generi di monopolio autorizzati (tabaccai) può essere effettuato dal committente fino a un importo massimo giornaliero di 2.000 euro, mentre presso gli sportelli bancari abilitati può essere effettuato fino a un importo massimo in una sola operazione di 5.000 euro. L’ultima modalità di distribuzione attivata (la sperimentazione iniziale è stata effettuata alla fine del 2011) è tramite gli uffici postali, il limite giornaliero di acquisto è in questo caso di 5.000 euro. 

Il voucher è un “buono lavoro” dell’importo nominale di 10 euro, comprendente la contribuzione a favore della Gestione separata Inps (1,30 euro), quella in favore dell’Inail (0,70 euro) e una quota per la gestione del servizio (0,50 euro). Il compenso netto per il lavoratore è di 7,50 euro.